Mario Rui cambia vita: dalla Serie A alla terza serie del Portogallo
Mario Rui, 35 anni, lascia il calcio che conta e firma con il Belenenses, squadra della terza serie portoghese, tornando al club dopo quindici anni.
Mario Rui è un nuovo giocatore del Belenenses. L'ex terzino di Napoli e Lazio, 35 anni, si lega al club della terza serie portoghese, che ha annunciato l'arrivo del giocatore tramite i propri canali social.
Un ritorno a distanza di 15 anni
Per Mario Rui si tratta di un ritorno: il terzino era già passato dal Belenenses quindici anni fa, prima di costruire una carriera che lo ha portato in Serie A con Napoli e Lazio. Nel comunicato ufficiale il club lo ha presentato sottolineando il suo palmarès, citandolo come campione d'Italia e vincitore della UEFA Nations League con il Portogallo.
Da svincolato al campionato portoghese
Il giocatore era senza squadra dopo una parentesi al Forte Virtus, negli Emirati Arabi Uniti. Il Belenenses, club a cui si lega ora, è attualmente capolista nella Serie B della Liga 3 portoghese, il terzo livello del calcio lusitano.
Il legame tra Mario Rui e il club non nasce per caso: il terzino, nella sua formazione giovanile, è passato anche per Vasco da Gama de Sines, Sporting, Valencia e Benfica, oltre a esperienze italiane a Fátima e Gubbio. Un percorso lungo, che oggi lo riporta al punto di partenza, in un campionato lontano anni luce da quello che ha frequentato per gran parte della carriera.
Il punto è semplice: a 35 anni Mario Rui sceglie di scendere di categoria pur di continuare a giocare, in un club che conosce bene e che lo accoglie come un ritorno a casa più che come un semplice colpo di mercato.
Cosa pensate della scelta di Mario Rui di tornare a giocare in una categoria così lontana dalla Serie A?
Scrivi il tuo commento🔔 Vuoi le notizie più importanti appena escono?
Scegli gli argomenti (facoltativo: senza scelta ricevi tutto)
Questo articolo è stato scritto con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche verificate, sotto la responsabilità editoriale di Danilo Franceschini.
Nessun commento ancora: inizia tu la discussione